Zdenek Zeman nella letteratura: da Narciso a Zarathustra

Anarchico, visionario e talvolta incompreso: Zdenek Zeman in un insolito ed equivoco confronto tra letteratura e musica.

'

Fari su Nicosia: AEK Larnaca - APOEL

Inauguriamo la nostra rubrica a cura del nuovo membro della redazione Mirko Giacoppo, che si occuperà dei resoconti delle partite di APOEL Nicosia, Copenaghen e Everton.

Comunicato dalla redazione

La redazione de Lo Stretto del Calcio presenta la nuova struttura del blog e il format applicato per la nuova stagione.

Fari su Copenaghen: Odense-Copenaghen

Il resoconto del match Odense-Copenaghen, conclusosi con la vittoria degli ospiti per 1 a 0

Fari su Liverpool: Everton-Chelsea

L'appassionato resoconto della pirotecnica vittoria del Chelsea sui Toffees per 6 a 3

sabato 24 agosto 2013

Scottish Premier League, la gemella del calcio inglese

L’attuale Premier League, massima serie del campionato inglese, è nata da uno scisma interno al calcio britannico risalente al 1992, quando, appunto, tale serie si venne a creare con la separazione dalla Football League. La Barclays Premier League (Barclays è il nome della più famosa banca britannica che compare per ragioni di sponsorizzazione) comprende squadre, ovviamente, d’Inghilterra, ma anche di un’altra nazione del Regno Unito, il Galles (quest’anno Swansea e Cardiff City). Di un altro campionato, altrettanto caratterizzato da contraddizioni e allo stesso modo anche altrettanto interessante, fanno parte le squadre di Scozia, terza nazione dello United Kingdom.
La Scottish Premier League nacque anch’essa da uno scisma che la vide separarsi dalla Scottish Football League nel 1998; a differenza che in Inghilterra però, proprio quest’anno il calcio scozzese ha deciso di tornare unito in un’unica associazione calcistica professionale. La Premier scozzese comprende attualmente 12 squadre e procede annualmente in modo molto particolare, se paragonato a quello nostrano: le squadre si incontrano per 3 volte (due gironi d’andata e uno di ritorno) per un totale di 33 giornate, per poi procedere con lo “split”, che potremmo quasi paragonare ai play-off della nostra Serie B. Le prime 6 squadre si incontrano infatti per stabilire a chi assegnare il titolo e le posizioni in Champions e Europa League, mentre le altre 6 si battono per non retrocedere. Con questo piccolo “torneo” si arriva alle 38 giornate, analogamente agli altri campionati europei, composti per la maggior parte da 20 squadre.

Il calcio scozzese, pressoché ignorato dai più, è invece, a parer mio, uno dei più affascinanti d’Europa, nonché seguito da tifosi sinceramente appassionati, come abbiamo visto per esempio in Champions League quest’anno, quando il Celtic di Glasgow ha mortificato il Barcelona di Messi nella bolgia del Celtic Park, soprattutto per merito, appunto, di una tifoseria davvero incredibile. Quest’ambiente, positivo da un lato, può però generare momenti di tensione: facile immaginare quello che potrebbe succedere (e che in passato è accaduto) se non ci fossero misure di sicurezza molto elevate durante il derby di Glasgow Rangers-Celtic, che, per la cronaca, è primo in classifica nella lista dei derby più accesi e pericolosi al mondo stilata dalla CNN, cui seguono Lazio-Roma e Boca Juniors-River Plate. Quando scende in campo infatti la “Old firm” (cosi vengono chiamate collettivamente le due squadre scozzesi, detentrici del titolo per la quasi totalità delle volte) scendono con loro motivi storici, sociali e religiosi. Quest’anno però,come quello scorso, più per fortuna che purtroppo, tale evento,atteso ma talvolta molto violento, non si potrà disputare: i Rangers sono stati travolti da un improvviso fallimento e si trovano quindi nei piani bassi della lega scozzese, pronti però a tornare nuovamente in alto e, sicuramente, ad infiammare ancora il derby di Scozia.

(di Jacopo Burgio)

venerdì 23 agosto 2013

Matri o Quaglia? la Juve (s)vende.


Dopo essersi assicurata Carlos Tevez, Fernando Llorente e Angelo Ogbonna, la Juventus, ormai completa in ogni reparto, pensa adesso a sfoltire quanto può la rosa, soprattutto in attacco. In porta la situazione non è cambiata: Buffon è come al solito stratitolare, Storari il suo sostituto, mentre il povero Rubinho, alle spalle di questi due grandi ultimi uomini, ha il ruolo di terzo portiere. Il promettente Nicola Leali, che ha collezionato una sola presenza con la maglia bianconera in occasione del Trofeo TIM 2012, è stato nuovamente mandato in prestito (l’anno scorso al Lanciano), questa volta allo Spezia. In difesa, con Ziegler ceduto al Sassuolo, giocatori destinati a partire sono sicuramente De Ceglie e Motta, o forse uno solo dei due, mentre l’astro nascente Fausto Rossi, terzino ex Brescia, verrà mandato in prestito per “farsi le ossa”. Nel reparto di centrocampo, forse il più completo e competitivo, la Juve ritrova un pezzo importante, Simone Pepe, reduce da un brutto infortunio e da un’altrettanta brutta ricaduta accusata lo sorso anno. In partenza, molto probabilmente in prestito, è Marrone, che non ha trovato spazio per via della sempre più incombente presenza del talento Pogba, mentre per Isla, che sembrava vicino all’Inter, non si ha ancora un futuro ben definito.
L’attacco è invece il reparto per cui, come sempre, Marotta e Paratici dovranno lavorare di più: una volta alla ricerca del top player, ora per disfarsi dei giocatori “in forza”. Tra questi troviamo i soli Matri e Quagliarella, che avevano capito di essere sul piede di partenza già dall’arrivo di Llorente a Gennaio scorso. Il punto è che Marotta sembra volersi privare solo di uno dei due attaccanti italiani; la sua volontà, probabilmente, è quella di piazzare il primo che riesce a vendere ad un buon prezzo: Matri è stimato soprattutto in Italia (Napoli, Milan e Roma le squadre che se lo possono aggiudicare), anche se in passato c’è stato un interessamento del Liverpool e dello Shalke 04, ormai apparentemente sfumato. Anche per Quagliarella si è profilata per un momento l’ipotesi Napoli, ma adesso il calciatore è seguito soprattutto in Inghilterra (West Ham e Norwich), pur avendo un’offerta importante dall’Al-Gharafa, club arabo allenato dal celebre ex calciatore Zico. Vero è che uno dei due andrà via al 100%, ma non è da escludere la partenza di entrambi.


(di Jacopo Burgio) 

La doppia faccia dell'Arsenal.


Passati pochi giorni dall’inizio della nuova stagione, i Gunners si ritrovano, come accaduto molto spesso negli ultimi anni, tra l’oscurità e la luce. La banda di Wenger è infatti incappata in una sconfitta più che pesante alla prima giornata del campionato inglese contro l’Aston Villa (1-3 davanti al pubblico amico) e ha invece sotterrato proprio l’altro ieri il Fenerbahce per 3-0 nella difficilissima trasferta turca, aggiudicandosi cosi molto probabilmente un posto nei gironi di Champions League.  "C'è un ambiente sempre molto caldo in Turchia, ma ciò che conta è quello che succede in campo, non sugli spalti. Quando giochi in questi palcoscenici hai l'opportunità di mostrare la personalità. Questo è ciò che vogliamo fare", aveva dichiarato il manager francese durante la conferenza stampa prima del match, come riporta TuttoMercatoWeb. In perfetta coerenza con le parole dell’allenatore, i Gunners hanno vinto la partita senza troppi problemi, sia per un Fenerbahce quasi irriconoscibile rispetto a quello visto, per esempio, quest’anno contro la Lazio in Europa League, sia per la loro più che buona prestazione. Al 6’ della ripresa la sblocca Gibbs su ottimo assist di Walcott, poi raddoppia Ramsey con un tiro dalla distanza al 19’. Chiude Giroud al 30’ su rigore guadagnato dallo stesso Walcott, che ci mette un’altra volta lo zampino. Considerando il risultato e il gioco espresso, potremmo tranquillamente dire che l’Arsenal è partito bene quest’anno, ma la ferita lasciata dalla disastrosa prima giornata di campionato brucia ancora. All’Emirates apre Giroud dopo appena 5 minuti, lanciato in porta da Oxlade-Chamberlain, ma i guai cominciano ad arrivare quando l’arbitro assegna un rigore per l’Aston Villa: Szczesny para il brutto tiro di Benteke, ma il pallone capita fortunosamente sulla testa dello stesso attaccante, che appoggia facilmente in rete. Al 61’ è nuovamente rigore per gli ospiti e stavolta, implacabile, Benteke spiazza il portiere. La situazione comincia a degenerare ancora di più quando Koscienly viene espulso per somma di ammonizioni, ma l’Arsenal dimostra di sapere reagire e Rosicky comanda due azioni spettacolari che però non si concludono con il gol. Ecco allora che i Villans danno il colpo di grazia con un contropiede gestito alla perfezione: Luna inchioda il risultato sul 3-1.
Al di là delle prestazione brutte o buone che siano, tra i tifosi si respira aria di scontento. Il mercato dell’Arsenal non è stato infatti soddisfacente, con il solo Sanogo acquistato dall’Axeurre. Peraltro, si tratta di un promettente giovane francese, ma comunque una scommessa, che sicuramente Wenger non piazzerà immediatamente fra i titolari. "Vogliamo che chi ci supporta sia felice e quando accade che non sia cosi, ti senti triste e arrabbiato. Il mio lavoro consiste proprio nel far felice i tifosi, ma non abbiamo perso la partita perché non abbiamo acquistato nuovi giocatori. Se non investiamo denaro è perché non troviamo i giocatori adatti. Non sono il solo a lavorare in questo ambito, siamo tutti pronti ad acquistare giocatori se sono fatti per noi. Siamo nel mercato, tutti sanno che vogliamo comprare giocatori, ma prima di far ciò dobbiamo vincere le partite. Non aver comprato non è una scusa alla sconfitta di oggi. Tutti dicono “comprate, comprate e comprate” ma se mi chiedete “chi”, ecco, qui la cosa comincia a diventare molto più problematica . Prendiamo il nostro lavoro sul serio e, credetemi, noi analizziamo ogni singolo giocatore al mondo. Lavoriamo ventiquattro ore su ventiquattro per fare questo  e quando prendiamo una decisione la prendiamo sul serio.  Non siamo come la gente pensa, non è vero che non vogliamo spendere, vogliamo e siamo pronti a comprare giocatori. Non solo perdiamo una gara, abbiamo anche molti infortunati, è incredibile quanti siano ai box”. Queste le parole che Wenger ha speso dopo la partita contro l’Aston Villa e ha inoltre aggiunto: “Il mercato per me comincia adesso. Ci saranno molte novità di qui al 2 settembre”. Dopo aver seguito invano Suarez, recentemente il Daily Mail ha parlato di una possibile offerta da parte del club inglese per Karim Benzema, ma il Real, pur con l’arrivo di Bale, non si priverà facilmente di un attaccante dopo avere venduto Higuain al Napoli. Che siano quelle del tecnico dei Gunners solo parole per risollevare i tifosi, le sorprese in casa Arsenal dovranno arrivare per forza o il tanto atteso titolo (10 anni fa l’ultimo) difficilmente verrà conquistato.

(di Jacopo Burgio)

giovedì 22 agosto 2013

Osvaldo al Southampton...col veleno


Pochi giorni fa Pablo Daniel Osvaldo ha firmato il suo nuovo contratto con il Southampton; alla Roma, ex squadra dell’italo-argentino, vanno 15 milioni di euro più bonus, per un ricavo totale di 17-18 milioni complessivi. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il giocatore ha dichiarato:“Ho voluto il Southampton per tre ragioni. Primo: è il club che mi ha cercato di più. Secondo: sono contento di ritrovare Pochettino. È un grande tecnico e un fantastico motivatore. E’ un uomo che apprezza e rispetta il mio lavoro, cosa che mi è mancata negli ultimi anni e spero di ripetere con lui i livelli dei tempi dell’Espanyol. Terzo: mi piace l’idea di giocare nella Premier. E’ sempre stato un sogno per me misurarmi in questo campionato”. Ma soprattutto, dopo le mille polemiche in casa Roma, il giocatore ha scoccato una frecciatina ai giallorossi: “Sono andato via perché non sopportavo più l’ambiente in cui stavo vivendo. A Roma una parte dei tifosi mi ha trattato malissimo e non capisco perché sia andata così. Ho dato tutto alla maglia della Roma, e sono stato ricambiato male da una parte della tifoseria. A Roma troppa gente si fa condizionare dalle radio e da alcuni giornali. Mi avevano preso di mira. Ogni cosa era colpa mia. Ma i problemi che ho avuto con la Roma non coinvolgono l’Italia e la Nazionale. Amo l’Italia perché è un Paese che mi ha accolto come un figlio, e nel quale mi trovo bene. La stessa cosa vale per la Nazionale. Spero di ritrovare la serenità che avevo perduto negli ultimi tempi e di giocarmi al meglio le mie chanche. Alla maglia azzurra ci tengo”.

Osvaldo è stato infatti visibilmente criticato, soprattutto in ritiro, dai tifosi romanisti, eppure è un attaccante di un certo spessore, che ha spesso guidato i giallorossi alla vittoria. Ricordiamo per esempio i gol all’Inter, alla Juve, al Bologna e la tripletta al Siena, con un totale di 17 gol durante l’ultima stagione su 31 presenze, cui si aggiungono gli 11 dello scorso anno su 26 presenze. Osvaldo è un attaccante di razza, agile nei suoi movimenti, e ciò gli permette di avere nel suo repertorio una mossa da campione come la rovesciata o il colpo di testa. “La Roma ha perso un ottimo attaccante, ma evidentemente doveva andare cosi, non possiamo impazzire. Non c’erano le condizioni perché il giocatore rimanesse qui. L’investimento vero resta Destro, ma sono comunque sorpreso dalla cessione a tutti i costi dell’italo-argentino” ha dichiarato l’ex giallorosso Roberto Pruzzo ai microfoni di ASRomaLive.it. Attualmente la Roma si trova effettivamente senza un attaccante di razza: Destro è infortunato e, come ha detto lo stesso calciatore, non sa quando rientrerà, mentre Borriello sta per essere ceduto (Genoa o Fulham). Inizialmente si era profilato infatti il panorama di uno scambio Borriello-Gilardino, che resta tuttora potenzialmente fattibile, ma Sabatini è in questi giorni a Londra per piazzare a buon prezzo Lamela al Tottenham e forse per parlare con il Fulham, appunto, di Borriello. Recentemente La Gazzetta dello Sport ha fatto anche il nome di Alessandro Matri come possibile tassello per completare il tridente assieme a Totti e Gervinho, ma la voce non è confermata, innanzi tutto per un netto vantaggio del Napoli nella trattativa, che ha addirittura un accordo di massima col giocatore. Resta il fatto che la Roma dovrà impegnarsi a fondo se vuole regalare a Garcia un nuovo bomber.

(di Jacopo Burgio)

Swansea, la grande outsider del calcio inglese.

In Inghilterra uno dei club più affascinanti e sorprendenti degli ultimi anni è lo Swansea, club gallese che milita in Premier dal 2011. Gli Swans approdano nella massima divisione inglese nella stagione 2011-2012, con Brendan Rodgers come allenatore. L’ottimo calcio prodotto, le grandi vittorie contro Arsenal, Manchester City e Liverpool, la salvezza raggiunta senza problemi, premiano lo Swansea come la sorpresa del campionato. 
L’anno successivo, con il passaggio di Rodgers al Liverpool, il club nomina allenatore il celebre Michael Laudrup. Con il tecnico danese cambia ben poco, la squadra migliora ed è sempre più competitiva per le zone “alte” della classifica. Il club arriva nono e vince la sua prima Capital One Cup, l’ex Carling Cup, che gli permette di qualificarsi per l’Europa League. Oltre al titolo raggiunto, una delle note positive della stagione 2012-2013 è la “scoperta” di Michu. L’attaccante spagnolo arriva a quota 18 gol durante il suo primo anno in Premier, diventando probabilmente la maggiore sorpresa del campionato. 

Una delle note caratterizzanti dello Swansea è la presenza di numerosi giocatori spagnoli in rosa. Sono sette e,  per alcuni, il bel gioco espresso dalla squadra è soprattutto per merito di questi. Per sfatare questo dubbio e accreditare il merito dell’ottimo calcio alla squadra, e non ai singoli spagnoli, Michael Laudrup ha dichiarato: "Abbiamo sette giocatori spagnoli adesso, è come se avessimo raggiunto un limite. Sono giocatori interessanti, ma non dimentichiamoci che questa è una squadra gallese, un team britannico. La Premier League e la Liga sono due fra i campionati migliori al mondo, ma ci sono molte differenze economiche a causa della crisi finanziaria. Se puoi avere due giocatori dello stesso livello, uno a 4 milioni di sterline e uno a 8, quale devi scegliere?".Così, dunque, il manager danese punta sui nuovi arrivi Bony, attaccante ivoriano che sembra promettere bene, e Shelvey, ex Liverpool. Un altro grande sollievo per il club è proprio la conferma di Laudrup, corteggiato anche da club importanti che militano in Champions, probabilmente PSG e Real Madrid, come lui stesso ha affermato.
La prima partita in campionato è contro il Manchester United, che gli rifila un duro 4 a 1. La stagione è appena iniziata e non ci si può certamente scoraggiare per una sconfitta alla prima di campionato. I tifosi degli Swans sono più che fiduciosi della squadra allestita da Laudrup, sognano un buon andamento in campionato ed in Europa League, sapendo con certezza che la sorpresa, la vera “outsider” degli ultimi anni, è stata proprio la squadra per cui fanno il tifo.


(di Alessandro Triolo)


mercoledì 21 agosto 2013

Strategie rossonere: vendere prima di comprare.



Tante le sorprese in questa sessione di mercato estiva e, per fortuna, se volessimo fare un bilancio complessivo, pur mancando ancora pressoché 2-3 settimane al suo concludersi, scopriremmo che l’Italia si è arricchita di tanti campioni. Da tempo infatti non eravamo abituati ad avere in patria giocatori del calibro di Gonzalo Higuaìn, Carlos Tevez, Mario Gomez e Fernando Llorente, per non dimenticare Raul Albiol, Joaquìn, Gervinho e Strootman; certo, da registrare è la pesante partenza di Edinson Cavani. Ma l'ex Napoli, gran calciatore che sia, è uno soltanto, mentre la Serie A ha bisogno di più ossigeno per ripartire in questo momento di crisi.


Mettendo da parte Juventus e Napoli, detentori di un budget abbastanza corposo, la prima grazie alle recenti conquiste, la seconda per l’onerosa cessione di Cavani (ben 64 milioni ricavati), e la Roma, che ha colto ottime occasioni presentatesi sul mercato, parte importante di questi illustri arrivi è dovuta innanzitutto alla grande intraprendenza della Fiorentina, che, oltre ai già citati Gomez e Joaquin, si è assicurata Ambrosini e Ilicic, per non parlare dell’organico arricchito l’anno scorso da pezzi fondamentali come Borja Valero, Aquilani, Pizzarro, Rodriguez e Cuadrado. Non bisogna scordare, ovviamente, che i capitali investiti negli acquisti di quest’anno vengono per la maggior parte dalla cessione di Jovetic al Manchester City, anche se il ds Pradé agì comunque con disinvoltura prima acquistando e poi vendendo: i 30 milioni ricavati dalla cessione di Jovetic sono serviti dunque quasi da rinvigorimento del budget, indice di grande senso di organizzazione all’interno della società, che ha visibilmente le idee chiare.



Chi invece aspetta di vendere prima di comprare è il club di Via Turati: portatore di questa tendenza è il ds Galliani, che ha ribadito il concetto più volte davanti ai microfoni. Ecco che quindi nella tabella del calciomercato, in corrispondenza della voce “Milan”, appaiono solamente due acquisti, peraltro, bisogna dirlo, non di primissimo livello: Matìas Silvestre e Andrea Poli, atti il primo a rinforzare la difesa e il secondo a dare futuro al centrocampo. Sicuramente, come ha fra l’altro dichiarato nei giorni scorsi Galliani, il Milan è “ultracompetitivo” cosi com'è e attualmente tra gli obiettivi rossoneri figura da tre mesi il nome del solo Keisuke Honda, il fantasista giapponese che ha fatto tremare con la sua truppa proprio l’Italia di Prandelli in Confederations Cup. Giovane talentuoso, Honda ha giocato professionalmente nel Vitesse e nel CSKA di Mosca, dove milita attualmente. Il club russo è proprio l’ostacolo principale che non fa andare in porto la trattativa, realizzando il sogno del giapponese, il quale “non aspetta altro che l’Italia”, come ha spesso detto. Honda andrebbe a ricoprire il ruolo di trequartista dietro la coppia Balotelli-El Shaarawy, diventando la pietra miliare intorno al quale costruire il tanto osannato 4-3-1-2. Ma sono ancora tutte fantasie, perché Galliani vuole vendere prima di sborsare anche un solo milione e ci ha provato con Robinho; purtroppo il Santos, estimatore del giocatore, si è dimostrato un osso duro e nel fare la sua offerta non è andato oltre la soglia predefinita, che a Galliani proprio non andava. Vedremo, in vista del ritorno del preliminare di Champions e dell’incombere della nuova stagione, come si rinforzerà questo Milan.

(di Jacopo Burgio)

martedì 20 agosto 2013

Il momento di Bale

Gareth Bale potrebbe diventare già oggi la star del calciomercato estivo 2013. Il gallese del Tottenham Hotspur è infatti da tempo nel mirino di vari e prestigiosi club, tra i quali Manchester United e Real Madrid. Bale è considerato non a caso uno dei giocatori più forti al mondo e poche ore fa proprio le merengues sembrano averla spuntata nella corsa al giocatore: l’accordo pare basarsi, come si legge sui titoli di molte testate giornalistiche internazionali che adesso riporteremo in esclusiva, su cifre astronomiche, intorno alle 93 milioni di sterline, vale a dire quasi 109 milioni di euro. Il prezzo è sicuramente esagerato, ma bisogna ricordare che si tratta ancora di rumors di mercato e la trattativa potrebbe avere nuovi risvolti nelle prossime ore. Se questi rumors saranno però confermati, c’è da dire che la squadra di Ancelotti si rinforzerà notevolmente: al pari dell’appena collaudata coppia blaugrana Messi-Neymar, altrettanto interessante potrebbe essere quella nascente Ronaldo-Bale.

Ecco cosa dicono i siti web dei più importanti quotidiani sportivi:

Sky Sport Italia - Bale ad un passo dal Real: il presidente Florentino Perez è arrivato ad offrire 93 milioni di sterline per assicurarsi il gallese, ormai sembra essere solo una questione di tempo per la chiusura della trattativa.

The Guardian - Potenziali novità importanti sulla trattativa Bale-Real: Sky Sport Italia ha annunciato che sarebbe stato trovato l’accordo fra i due club per il gallese sulla base di ben 93 milioni di sterline e l’affare potrebbe concludersi già oggi! Potrete chiedervi giustamente come fa Sky Italia a rilasciare simili dichiarazioni, ma vi ricordiamo quando parlarono di Pep Guardiola al Bayern molto, molto tempo prima dell’effettivo annuncio ufficiale; perciò potrebbero di nuovo aver ragione.

La Gazzetta dello Sport - Rimbalzano le voci sull'accordo trovato tra il Tottenham e il Real Madrid per il trasferimento di Gareth Bale alla corte di Carletto Ancelotti al Bernabeu. E' Sky Sport a parlare dell'intesa record a quota 109 milioni di euro. E forse nella trattativa ci sarebbe da inserire anche Fabio Coentrao.


Corriere dello Sport - Calciomercato Real Madrid, Bale vicino alle "merengues". Accordo con il Tottenham per 108 milioni; sembra in dirittura d'arrivo l'affare tra "merengues" e Tottenham che nelle ultime ore potrebbe anche chiudere con l'Anzhi per Willian sulla base di 35 milioni e per la stessa cifra con la Roma per Lamela.

As - Il Tottenham Hotspur ancora alla ricerca di rinforzi e il prossimo obiettivo sembra essere quello di assumere un trequartista. Secondo il Daily Mail, gli Spurs sono vicino alla firma del brasiliano Willian dall’Anzhi per 35 milioni di euro mentre i media italiani suggeriscono che il club di Londra ha fatto un'offerta della stessa quantità alla Roma per l’argentino Erik Lamela[…]. Quello che sembra chiaro è che il Tottenham vuole rinforzare il proprio centrocampo e la firma (confermata) di Willian e quella (forse) di Lamela sono costate quasi 104 milioni di dollari, cifra simile a quella che si ricaverebbe dal trasferimento di Gareth Bale al Real Madrid. Finora, il Tottenham ha acquistato Soldado (€ 30.000.000), Paulinho (19,3),  Capoué (11) e  Chadli (8.1).

(Jacopo Burgio)